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giovedì, luglio 09, 2020

SCOMMESSE: la differenza tra TRADER e INVESTITORE

Cari amici, nei miei video (che carico su YouTube) parlo spesso di investimenti sportivi.

Questo termine non è scelto a caso e deriva da un approccio, verso il mondo delle scommesse, totalmente diverso rispetto a quello della massa, ma anche rispetto a quello di molti professionisti o semi-professionisti.

Infatti, c'è una netta differenza tra un TRADER ed un INVESTITORE.

Il trader è quella persona più o meno brava che ogni giorno sta di fronte al monitor per eseguire centinaia di operazioni in Borsa, o nel campo delle scommesse sportive legali nel mercato dell'Exchange. Non a caso si utilizza questo termine inglese che è di ovvia origina borsistico-finanziaria.

Il trader, dunque, è costantemente impegnato nella sua attività quotidiana come un classico professionista che si sente in diritto di guadagnare tanto, o comunque bene, soltanto se ogni giorno "si sporca le mani", altrimenti si sentirebbe un truffaldino che compie un'attività anti-etica, diciamo così.

Il fatto è che, però, non c'è alcun obbligo verso alcuna persona:
non ci sono nè datori di lavori, nè clienti, nè dipendenti o collaboratori. 
Per cui, se vuoi davvero iniziare a guadagnare dalle scommesse, senza rovinarti la vita riempiendola di stress e tempo sprecato, devi assolutamente cambiare mentalità.

A me non viene in tasca nulla dicendoti queste cose, perché non devo venderti nessun libro, nessun corso e nessun programma (a differenza di qualcuno di cui conosciamo bene i nomi, i siti e i canali su YouTube...).

Lo dico per far capire a tutti il mio livello che, probabilmente, non sarà ancora altissimo, ma che è indirizzato verso ottimi risultati (che tra l'altro ho sempre avuto, grazie ad un tasso di successo dei miei pronostici superiore in media al 75%).

Il trader può essere sì in profitto, ma legandosi troppo alla tecnica e ai software non riesce a godersi la vita, è costantemente preoccupato e se utilizza la tecnica dello scalping è costretto a fare centinaia di operazioni a partita da vero maniaco informatico.

Questo perché manca di una visione a lungo termine.

Visione che invece ha l'INVESTITORE, tipo di persona che guida le mie operazioni.

Capisco che lo scalping possa risultare attraente verso quelle menti semplici che pensano che, per guadagnare dei soldi, sia necessario studiare cose complicate, ma se volete studiare (e fareste comunque bene a farlo in generale) vi consiglio di iscrivervi a fisica, matematica, ingegneria e a tutte quelle facoltà tecnico-scientifiche con cui potrete finalmente masturbarvi meglio il cervello.

Ma torniamo a noi, anzi a me:

quando iniziai seriamente con le singole, non mi posi mai il problema del guadagno immediato per poter finalmente spendere tanti soldi o pagare un affitto o altre cose. 
L'obiettivo fu, era, è e sarà sempre e soltanto quello di avere un ottimo guadagno alla fine di ogni stagione, consapevole che ci possono esserei dei mesi in perdita.

Se il TRADER è stressato (non a caso nell'immaginario collettivo questa figura viene associata alla droga...), l'INVESTITORE è rilassato. Il primo è alla costante ricerca di soldi perché deve pagare il suo spacciatore di fiducia e la sua Porsche, mentre il secondo è una persona sicura di sè che si rilassa in giardino sorseggiando vino bianco e andando poi in barca a vela con qualche bella sventolona bionda :)

Cazzate a parte, l'INVESTITORE sa su chi o cosa deve puntare.

Pensiamo a Warren Buffett: lui, come altri suoi simili, non passa le giornate di fronte al monitor, non guarda i grafici, i numeri, le tabelle. Lui si informa e decide di conseguenza come e quanto investire per avere mirabolanti profitti nel medio-lungo periodo.

Ora, io non seguo la finanza (magari un giorno lo farò, chissà...) e non so come abbia creato le sue fortune miliardarie, però posso dirvi che sicuramente investe solo sulle aziende più promettenti e grosse. Di sicuro avrà investito nelle azioni di Facebook 10 o 15 anni fa e 5 anni fa in quelle della Tesla.

Lo stesso modo di agire dobbiamo averlo nel mondo amato mondo del calcio, nell'ambito delle scommesse calcistiche:

perché sprecare tempo cercando possibili occasioni nei campionati minori? E perché fare altrettanto nelle serie maggiori quando si sfidano squadre di medio e basso livello, i cui andamenti sono altalenanti?

NON HA SENSO!

Capisco che le persone godano (insomma!) nell'azzeccare il maggior numero di partite, ma siamo qua per guadagnare o per vedere chi indovina più risultati? 
Nel secondo caso cosa si vince, cosa ci guadagnamo? Niente. Allora dobbiamo investire e non pronosticare e scommettere come dei pazzi scriteriati.

Per cui io agisco così:

seleziono pochi campionati, quelli più famosi, non perdo tempo con robacce come MLS, campionato svizzero, polacco, ecc. Capita di farlo ma me ne pento subito;

seguo poche squadre: di sapere come gioca il Lecce o il Brescia me ne importa il giusto, preferisco sfruttare meglio il mio tempo conoscendo meglio i top club i cui risultati sono meno altalenanti;

punto su poche partite e pochi risultati: se metto 100 e posso guadagnare 50 euro a partita, perché dovrei mai fare mille operazioni in una singola partita uscendone pazzo col cervello liquefatto?;

stabilendo un guadagno medio, posso conoscere in anticipo su quante partite devo investire per riuscire a campare di betting.

La quantità di partite che mi serve, va solitamente tra 30 e 40 al mese. Se poi a voi piace farne 40 in un solo week-end è un problema vostro e non venitemi a chiedere perché siete sempre in rosso.

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