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mercoledì, aprile 01, 2026

Italia provincialotta

Come sempre, appena la nazionale italiana fa pena e perde, ecco ricomparire per l'ennesima volta quelli che urlano che sia inaccettabile che in Serie A giochino così tanti stranieri.

Ma se è da 30 anni che ce ne sono tantissimi! Eppure nel 2006 e nel 2021 l'Italia ha vinto 2 titoli, anche se in ambo i casi ai rigori... 

In Paesi come Belgio e Norvegia, non giocano i più forti calciatori di queste nazionali, infatti in questi come in altri campionati giocano tantissimi giovani, ma giocano perché sono campionati di livello medio (quello belga) e basso (quello norvegese), per poi essere venduti molto presto. In Belgio, così come nei Paesi Bassi, ci sono moltissimi giocatori stranieri, tra cui molti africani, più qualche asiatico e sudamericano.

Nonostante le cessioni dei giovani belgi e l'arrivo di tanti giovani o meno giovani stranieri, la nazionale belga pur rappresentanto un piccolo Paese, è sempre ricca di talenti.

Perché?

Per 2 semplicissimi motivi:

1) i giovani non cercano il posto fisso sotto casa, ovvero se crescono nell'Anderlecht, non è che rimangono lì sperando di diventarne titolari, ma ad un certo punto prendono e se ne vanno, sia nel caso abbiamo già trovato un posto da titolare, sia che non l'abbiano ancora trovato

2) i selezionatori della nazionale maggiore e presumo anche di quella Under 21 cosa fanno? Rimangono entro i loro confini frequentando sempre i soliti stadi, sbuffando, piangendo e lamentandosi del fatto che ci sono pochi giovani belgi di talento? No: prendono l'auto, il bus, il treno, l'aereo, la bici, il monopattino, lo scooter, un F1, un elicottero o quello che capita, e girano l'Europa guardando le partite di squadre in cui giocano dei calciatori belgi. Vanno in Francia, Spagna, Italia, Grecia, qualsiasi posto. 

In pratica sia calciatori che allenatori prendono e vanno a lavorare dove si può lavorare. Non ci vuole molto. Non è che un bravo calciatore cambia Paese, allora non può più essere seguito o diventa scarso o che ne so io.

Che Paese provinciale l'Italia! Poi ancora con 'sta storia che è 4 volte campione del mondo. I primi 2 titoli vennero vinti negli anni '30 del '900, col primo vinto in casa ai tempi di Mussolini contro poche squadre e con una marea di favori arbitrali. Perciò abbassate pure la cresta italioti, va là!

martedì, marzo 31, 2026

Non è la fine del mondo

Prendiamola con filosofia:

l'Italia è stata punita dalla Bosnia per la troppa gioia dimostrata da Di Marco & friends una volta visto che il Galles era stato fatto fuori (il Galles!), ma soprattutto l'Italia può gioire in maniera molto più sana in diversi altri sport sia individuali che di squadra, sia nelle competizioni maschili che femminili tra sci, nuoto, F1, basket, atletica, ovviamente tennis, ecc. 

domenica, marzo 29, 2026

Una società allo sbando vieta i social LOL

Si continua a parlare di divieto di accesso ai social per i minorenni in diversi Stati del mondo, perché qui e là ci sono casi preoccupanti di uso malsano con anche conseguenze estreme, come se negli anni pre-social non fossero mai esistiti il bullismo, la diffamazione, i ricatti, l'istigazione al suicidio, le truffe, ecc. 

Vietando non si ottiene molto, lo vediamo con la cosiddetta droga (ma tante cose sono una droga, il gratta & perdi è una droga, la tv è una droga, l'uso smodato dei mezzi a motore è una droga, il voler primeggiare sul prossimo è una droga e così via): nonostante tutto il consumo è altissimo e i minorenni per sentirsi grandi fumano e bevono alla... grande.

venerdì, marzo 27, 2026

Tifiamo Italia per quale motivo?

Stavo pensando: tutti tifiamo Italia, perché siamo nati qui, e ovviamente ci sarà chi tifa Italia pur essendo nato da altre parti, ma essendo venuto in Italia da piccolo o per altri motivi, ma perché questo senso di appartenenza ad una nazione che come tutte le altre esiste soltanto grazie alla costituzione di uno Stato che non ha certo migliaia di anni?

Sentiamo sempre parlare di cose come la tradizione, le radici, che sono delle invenzioni perché la Storia non è lineare, perché ogni cosa si è mischiata con tante altre cose e quest'Italia (ma il discorso vale per ogni altra nazione, sia ben chiaro) avrebbe anche potuto non esserci, per cui noi oggi per chi ci saremmo sentiti in dovere (dovere!) di tifare? Chi per una repubblica, chi per un regno di questo o quel sovrano, di questo o quel popolo egemone, dominante, magari invasore da pochi anni. 

Insomma, come già da me espresso anche anni fa, io e il concetto di nazione a cui sentirsi appartenere come se fossimo suoi figli, non lo comprendo proprio. Capisco invece il campanilismo, perché si tratta di voler bene e tifare per la propria città che è un qualcosa di estremamente concreto, però all'interno di una visione globale dell'umanità, non invece un campanilismo che sfocia poi nel nazionalismo che mette un umano contro l'altro solo per via di confini decisi dall'alto, magari per motivi casuali, confini che prima non erano tali e che in futuro cambieranno, oppure contro l'altro per motivi di lingua e colori della pelle. 

Bene, dopo questa mia magnifica lectio magistralis vi auguro la buona notte.

giovedì, marzo 26, 2026

L'Irlanda del Nord è una squadretta

L'Irlanda del Nord che a differenza del mitico EIRE non ha voluto liberarsi dal gioco del Regno Unito, è davvero una squadretta ridicola. Solo una squadra di tamarri latini come la nostra può rischiare di non sconfiggerla:

di recente infatti i nord-irlandesi hanno perso 1-0 contro la Slovacchia (avessi detto almeno la Cechia!) subendo ben 16 tiri, e hanno vinto soltanto 1-0 in casa contro il Lussemburgo tirando 9 volte, creando solo 3 grandi occasioni e subendo ben 12 tiri, anche perché il pallone rimase più tempo tra i piedi alquanto educati dei ricchi ospiti.