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lunedì, marzo 09, 2026

Il Guardian romantico contro il VAR

Mi sono fatto riassumere in italiano un articolo del Guardian che ho ricevuto tramite newsletter:

Il Caso: Cherki e il "Gol Fantasma"

L'articolo parte dall'episodio finale della sfida tra Liverpool e Manchester City: un incredibile gol segnato da Rayan Cherki da metà campo, annullato dal VAR dopo una lunga revisione. Tecnicamente, la decisione è corretta a causa di falli reciproci tra Szoboszlai (poi espulso) e Haaland avvenuti prima della rete, ma l'autore critica aspramente il modo in cui si è arrivati alla decisione.

"Camp Vibes" vs. La Tecnologia

Il fulcro del pezzo è la netta presa di posizione contro il VAR:

  • La Bellezza dell'Errore: Viene citato Charlie Baker, sostenendo che il calcio sia magico proprio perché imperfetto. Il VAR è definito un "ladro di amore e gioia" perché cancella la bellezza insita nell'errore umano.

  • Il Circo della Precisione: L'autore detesta l'uso di linee multicolori, squadre e replay al rallentatore per scovare fuorigioco millimetrici o falli invisibili a occhio nudo. Per il "Camp Vibes", si è in fuorigioco solo se la bandierina del guardalinee si alza.

  • Regolamento vs. Spettacolo: L'articolo sostiene che, senza il VAR, il gol di Cherki sarebbe stato convalidato, Szoboszlai non sarebbe stato espulso e nessuno si sarebbe lamentato troppo.

Critica ai Difensori del VAR

L'autore attacca i commentatori e i tifosi che lodano la "correttezza" della decisione:

  • Li definisce persone ossessionate da procedure e burocrazia (jobsworths).

  • Sottolinea come il VAR, nato per eliminare le controversie, non abbia fatto altro che alimentarle, rovinando l'esperienza allo stadio.

  • Conclude affermando che una decisione può essere tecnicamente corretta ma moralmente sbagliata per lo spirito del gioco.

In sintesi: L'articolo è un inno al calcio romantico e istintivo contro un calcio moderno ridotto a un "foglio di calcolo", dove la ricerca della perfezione tecnologica finisce per uccidere lo spettacolo e le emozioni.

 

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