Mi sono fatto riassumere in italiano un articolo del Guardian che ho ricevuto tramite newsletter:
Il Caso: Cherki e il "Gol Fantasma"
L'articolo parte dall'episodio finale della sfida tra Liverpool e Manchester City: un incredibile gol segnato da Rayan Cherki da metà campo, annullato dal VAR dopo una lunga revisione. Tecnicamente, la decisione è corretta a causa di falli reciproci tra Szoboszlai (poi espulso) e Haaland avvenuti prima della rete, ma l'autore critica aspramente il modo in cui si è arrivati alla decisione.
"Camp Vibes" vs. La Tecnologia
Il fulcro del pezzo è la netta presa di posizione contro il VAR:
La Bellezza dell'Errore: Viene citato Charlie Baker, sostenendo che il calcio sia magico proprio perché imperfetto. Il VAR è definito un "ladro di amore e gioia" perché cancella la bellezza insita nell'errore umano.
Il Circo della Precisione: L'autore detesta l'uso di linee multicolori, squadre e replay al rallentatore per scovare fuorigioco millimetrici o falli invisibili a occhio nudo. Per il "Camp Vibes", si è in fuorigioco solo se la bandierina del guardalinee si alza.
Regolamento vs. Spettacolo: L'articolo sostiene che, senza il VAR, il gol di Cherki sarebbe stato convalidato, Szoboszlai non sarebbe stato espulso e nessuno si sarebbe lamentato troppo.
Critica ai Difensori del VAR
L'autore attacca i commentatori e i tifosi che lodano la "correttezza" della decisione:
Li definisce persone ossessionate da procedure e burocrazia (jobsworths).
Sottolinea come il VAR, nato per eliminare le controversie, non abbia fatto altro che alimentarle, rovinando l'esperienza allo stadio.
Conclude affermando che una decisione può essere tecnicamente corretta ma moralmente sbagliata per lo spirito del gioco.
In sintesi: L'articolo è un inno al calcio romantico e istintivo contro un calcio moderno ridotto a un "foglio di calcolo", dove la ricerca della perfezione tecnologica finisce per uccidere lo spettacolo e le emozioni.
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