Stavo pensando: tutti tifiamo Italia, perché siamo nati qui, e ovviamente ci sarà chi tifa Italia pur essendo nato da altre parti, ma essendo venuto in Italia da piccolo o per altri motivi, ma perché questo senso di appartenenza ad una nazione che come tutte le altre esiste soltanto grazie alla costituzione di uno Stato che non ha certo migliaia di anni?
Sentiamo sempre parlare di cose come la tradizione, le radici, che sono delle invenzioni perché la Storia non è lineare, perché ogni cosa si è mischiata con tante altre cose e quest'Italia (ma il discorso vale per ogni altra nazione, sia ben chiaro) avrebbe anche potuto non esserci, per cui noi oggi per chi ci saremmo sentiti in dovere (dovere!) di tifare? Chi per una repubblica, chi per un regno di questo o quel sovrano, di questo o quel popolo egemone, dominante, magari invasore da pochi anni.
Insomma, come già da me espresso anche anni fa, io e il concetto di nazione a cui sentirsi appartenere come se fossimo suoi figli, non lo comprendo proprio. Capisco invece il campanilismo, perché si tratta di voler bene e tifare per la propria città che è un qualcosa di estremamente concreto, però all'interno di una visione globale dell'umanità, non invece un campanilismo che sfocia poi nel nazionalismo che mette un umano contro l'altro solo per via di confini decisi dall'alto, magari per motivi casuali, confini che prima non erano tali e che in futuro cambieranno, oppure contro l'altro per motivi di lingua e colori della pelle.
Bene, dopo questa mia magnifica lectio magistralis vi auguro la buona notte.
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