Si continua a parlare di divieto di accesso ai social per i minorenni in diversi Stati del mondo, perché qui e là ci sono casi preoccupanti di uso malsano con anche conseguenze estreme, come se negli anni pre-social non fossero mai esistiti il bullismo, la diffamazione, i ricatti, l'istigazione al suicidio, le truffe, ecc.
Vietando non si ottiene molto, lo vediamo con la cosiddetta droga (ma tante cose sono una droga, il gratta & perdi è una droga, la tv è una droga, l'uso smodato dei mezzi a motore è una droga, il voler primeggiare sul prossimo è una droga e così via): nonostante tutto il consumo è altissimo e i minorenni per sentirsi grandi fumano e bevono alla... grande.
Lo stesso avviene con le scommesse: c'è chi vuole vietarle, ma come fai?
Una volta inventata una cosa e adoperata usualmente dalla massa, come fai a vietarla? La massa la vuole.
L'unica è l'educazione che consiste non solo nel mostrare, spiegare, dare il buon esempio, ma anche nel punire i bulli. Ma quante volte vengono puniti? Quasi mai, vuoi per paura, vuoi per buonismo.
Ovviamente io non sono certo a favore dell'uso smodato dei social, io uso solo YouTube ogni tanto, ma vietare una cosa ormai divenuta abituale, coi bimbi che vedono i genitori attaccati agli schermi tutto il giorno, non ha molto senso!
Per smetterla di perdere tempo con robe assurde bisogna invogliare i bambini e gli adolescenti a pensare, a ragionare, a riflettere, a unirsi per realizzare qualcosa di bello insieme.
I divieti mi sanno di misure estreme a cui si appigliano i disperati senza idee che non sanno cosa proporre per cambiare in meglio la società.
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