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mercoledì, settembre 13, 2023

Guadagnare il 10% ad operazione è tanto o poco?

 Cari amici,

in questi giorni ricchi di post spero interessanti, mi sono imbattuto in quello di un noto divulgatore bettingexchangistico, il quale afferma che investire 1 euro per guadagnare 10 cent è tanta roba perché equivale al 10%.

Effettivamente la percentuale di per sé non è affatto male.

Il problema come al solito la fa la relativizzazione.

Nel senso che dobbiamo dare il giusto peso alle cifre in ballo.

Se investo 1 euro, o anche 10 euro, andrò a guadagnare pochissimo.

Il 10% viene visto come numero abbastanza importante, perché mal relativizzato, ovvero paragonato male con altri tipi di investimenti. Chi ad esempio investe in Borsa può arrivare al 10% annuo, se le cose vanno.

Per cui uno potrebbe davvero dire: WOW io il 10% lo faccio in una partita.

Sì, ma ciò che conta non è la percentuale di profitto e meno che mai il winrate. Ciò che conta alla fine dell'anno sono i SOLDI.

Per cui un conto è intascarsi il 10% di un investimento pari a 1 milione di euro (o anche meno). Un altro il 10% di 1 euro. E se viene usato 1 euro è perché, ne sono sicuro, il capitale per fare betting exchange sarà di appena 100 euro. Cosa volete ottenere con 100 euro?

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A parte ciò, ecco che il 10% ad operazione può comunque andare bene quando andiamo ad operare nel mercato degli Under.

Perché?

Perché qui per arrivare a questo profitto dobbiamo stare pochi minuti. Perciò uno dice: Guadagno poco, ma sto anche poco e se arriva un gol esco perdendo all'incirca il 50% (non come negli over successivi o mercati simili, in cui magari sto mezz'ora sperando che arrivi 1 gol, per poi uscirne deluso perdendo il 100%).

Il guadagno va anche rapportato allo 'sforzo'. Se impiego 7 minuti per fare il 10%, lo posso anche preferire ad un altro mercato che mi promette l'80% ma il cui winrate è più basso e la cui attesa può stressarmi. Ma posso ovviamente anche alternare i mercati. In una partita punto under, in un'altra over. Non devo per forza optare per uno o per l'altro.

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E di sicuro, se avete stipendi e risparmi, oltre che un pizzico di esperienza in questo settore, non ha senso iniziare una stagione con pochi soldi se il vostro obiettivo è arrivare a guadagni stagionali di migliaia di euro e poi di decine di migliaia di euro. 

Se le cose vanno male non andrete a perdere l'intero capitale, perché usando tra lo 0,5 e il 2% ad operazione, con eventuali uscite in anticipo e magari anche coperture, dopo 10 operazioni sbagliate, andrete a perdere ben meno del 10%, dopodiche potrete benissimo optare per smettere.

Bene, spero di avervi confuso abbastanza ahahah

Quanto si guadagnare con gli UNDER

 Cari amici,

lo so che voi siete appassionati più di over in senso lato, ovvero che desiderate molto vedere arrivare gol, che di under.

Però anche con gli under si può guadagnare.

Il bello è che più passa il tempo e più si guadagnare.

Mentre con gli over accade l'opposto: più passa il tempo e, se non arrivano gol, più si perdono soldi.

Ma quanto si può guadagnare?

In base alla mia limitata esperienza, il guadagno per qualche minuto di operatività sta intorno al 10% della propria esposizione.

Rischio 30 e guadagno 3.

Rischio 300 e... guadagno 30.

Non è molto alto e a prima vista non sembra molto allettante se paragonato ad un over, specie se preso a quota 1.8, però...

Però può esserci un winrate più alto e, dato che l'arrivo di 1 gol non implica per forza la perdita totale dell'importo usato, ecco che è possibile, volendo, usare una percentuale più alta per formare questo importo.

Se siete soliti usare l'1% per puntare un over (o un btts, o il segno 1 o 2, o bancare la sfavorita in vantaggio), ecco che qui potete usare il 2%, perché nel caso arrivasse un gol, la perdita media è di circa il 50%.

Ma come ogni altra operazione, non va applicata a strascico in ogni partita, solo perché io o qualcuno vi ha detto che il winrate è più alto, ecc., ecc.

Sempre meglio fare poco, in maniera convinta, che fare tanto solo per bramosia di denaro. 


Le nazionali ci hanno salutato

E così con le ultime partite di ieri sera, le sfide tra le nazionali ci hanno finalmente lasciato.

Ora 1 o 2 giorni di relax e poi testa alle nuove partite di campionato di metà settembre!

Au revoir

lunedì, settembre 11, 2023

Ecco perché il Winrate non è molto importante

 Cari amici, secondo voi il winrate è importante o soltanto un po'?

Secondo me soltanto un po'.

E vi mostro un esempio molto semplice.

Il mio winrate della stagione 22/23, relativo ai segni over (non ht) è stato pari al 62.7%, mentre quello ai segni over ht al 67% (ma ho effettuato meno operazioni).

Un maniaco del winrate alto potrebbe sfottermi dicendo che si tratta di percentuali basse, da amatore.

Se anche così fosse, non ci vedrei nulla di male in quanto amo fare questa attività, quindi viva l'amatorialità alla... maniacalità tecnica di certe persone che mi fa venire l'orticaria.

Ma torniamo a noi:

con dei winrate simili è comunque possibile terminare una stagione, o qualsiasi altra cosa (w.e, mese, ecc.) con un bel successo economico, cioè con del profitto.

Infatti, andando nel sito gratuito StrikeRateCalculator, vi basterà inserire questi numeri per sapere quale quota dovete puntare per non andare in perdita.

Col mio 62,7% devo puntare una quota pari ad almeno 1.6.

Con l'altro mio 67% devo puntare almeno 1.5.

Considerando che la mia quota minima di ingresso è di 1.7 se non 1.8, e che in diverse situazioni entro a quota 2, ecco che io, mantenendo questi winrate medi, termino matematicamente la stagione in profitto. 

Infatti, se puntassi sempre quota 1.8, ecco che il mio winrate, per non avere perdite, dovrà essere del 55%, ma non penso proprio di scendere così in basso, se non al massimo all'interno di un singolo giorno.

Perciò... chissenefrega del winrate!

Il Capitale a quale percentuale dei tuoi Risparmi deve corrispondere

 Cari amici,

si fa presto a dire:

"Inizio la carriera o la stagione di Betting Exchange con X euro".

Una cifra decisa a casa è assurda.

Primo, perché dovrebbe essere valutata e decisa in base alle proprie capacità (nella passata stagione hai raddoppiato, sestuplicato o altro?) e ai propri obiettivi (vuoi decuplicare o magari ti accontenti di raddoppiare e ci vuoi vivere, meglio ancora se licenziandoti oppure no?).

Secondo, perché deve corrispondere ad una parte - quanto grande? - dei propri risparmi.

Purtroppo non so valutare l'esatta percentuale per poterlo stabilire.

Se una persona non ha risparmi, ma è brava nel betting exchange, e vuole prima o poi camparci, mi pare ovvio che debba iniziare con un capitale che corrisponda all'incirca a tutto quello che ha al momento...

Se, invece, una persona ha già di che vivere e ha un bel po' di risparmi, diciamo €100.000 messi in banca, allora può iniziare col 10%, quindi con un capitale di €10.000.

Stasera ho riflettuto su questo tema, senza però trovare un giusto numero per tutti. Dipende dal proprio stipendio, se si dispone di uno stipendio o altra entrata continua, se si hanno dei risparmi o no, se si sono già effettuati degli investimenti o meglio ancora delle speculazioni, in modo da sapersi controllare, in modo da sapere a cosa si andrà incontro o meno.

Secondo me, in conclusione, meno una persona è benestante, più deve essere alta percentuale, anche se così rischia di perdere tutto ciò che ha... ma essendo poco, alla fine è come se perdesse poco. Infatti, se uno ha a disposizione chessò soltanto 2.000 euro, non può certo dire: "Sono povero, inizio con 200 euro così...." Così un cavolo, con 200 euro di capitale non arrivi da nessuna parte.

Se volete fatemi sapere la vostra situazione!