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martedì, giugno 02, 2026

Anche nel TENNIS l'insulso nazionalismo

Non se ne può più, questa è un'epidemia.

Ogni volta che l'Italia fa qualcosa, che un italiano compie un'impresa o una mezza impresa, ecco che i giornalisti e i tifosi devono esaltare il loro essere italiani, come se una persona italiana fosse un essere umano potenziato rispetto ad un essere umano svedese o ugandese.

Prima ci insegnano a non essere razzisti, a rispettare il prossimo, poi però ogni occasione è buona per dire QUANTO SIAMO BRAVI,BELLI, FORTI, CAPACI.

SIAMO???

Casomai lo sono quelli che vincono, mentre noi spettatori stiamo solo guardando.

E a me non cambia nulla se vince un italiano o un francese o un uzbeko. In parte può anche interessarmi, perché se ad esempio un tennista italiano vince a ripetizione, allora ecco che sempre più giovani si iscrivono ai corsi di tennis e ci saranno più circoli dove praticare questo sport (e il concetto vale per diversi altri sport, mentre per alcuni non c'è vittoria internazionale che tenga, purtroppo).

Ora è di nuovo il momento dell'esaltanzione dell'italianità con i 3 italiani che hanno passato il turno e ora giocheranno i quarti di finali al Roland Garros: Berrettini, Cobolli, Arnaldi.

Titolo: I PRINCIPI DI PARIGI. I 3 ITALIANI CHE HANNO CONQUISTATO PARIGI, e frasi simili.

Forse i giornalisti (laureati!) non sanno che non è un torneo di nazioni/nazionali, ma di singoli giocatori in cui possono accedere gli apolidi.

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