In questi giorni, complice forse la sfida tra il Como e il Milan, si è tornati a parlare e a confrontare 2 modi di intendere il calcio.
Da una parte i risultatisti e dall'altra i giochisti.
C'è chi dice che la gente soffre per tutta la settimana se la propria squadra gioca bene, ma perde.
Certo, i risultati sono molto importanti, ma nessuna squadra vincere sempre, a parte il Bayern in Germania eheh. Se la propria squadra del cuore gioca bene e perde, pazienza, almeno ha perso con onore, mostrando ottime azioni inaspettate, grandi abilità tecniche, e per questo divertenti.
E mi pare che nella maggioranza dei casi, chi vince sia in genere quello che gioca meglio. E se non vince, difficile si piazzerà a metà classifica. La mitica Olanda (anzi, i Paesi Bassi) di Cruyff and friends, giocavano alla grande e pur non avendo vinto nulla, sono entrati sin da subito nella Storia del Calcio e dello Sport, anche perché arrivarono secondi al Mondiale 74, mica uscirono alla fase a gironi!
Chi sa giocare, chi gioca meglio degli altri o vince o arrivare secondo e qualcosa nel medio-lungo periodo vince.
Chi invece si rinchiude in difesa può vincere qualcosa in una stagione, ma già dalla successiva andrà in crisi, perché alla fine non sa giocare.
Potreste dirmi che la Juventus di Allegri vinse comunque 5 scudetti. Sì, ma quella Juventus aveva fior di giocatori. L'ultima Juventus allegriana invece faceva pena. Le idee di acciughina non sono niente di che, i giocatori erano del suo stesso livello, quindi 0 vittorie. Diciamo quindi che i grandi talenti, i campioni, possono riuscire a vincere indipendentemente dalla qualità del tecnico. Un tecnico difensivista che si vanta dei risultati, non vincerà niente senza campioni, perché le sue idee valgono niente, quindi di che risultati si sta parlando???
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