Tutti a lamentarsi sulla grande quantità di stranieri nelle squadre di calcio italiane, giovanili comprese.
Corvino del Lecce dice una cosa giusta, ovvero che per quella che è la realtà del club per cui lavora, non si può prescindere dagli stranieri, e questo per 2 motivi molto semplici:
1) motivo economico: rivaleggiando con squadre più ricche, come può attirare gli italiani più forti o anche solo più promettenti, considerando anche che le altre squadre hanno più scout e contatti, ecc.?
2) motivo territoriale: difficoltà nel trovare giovani e giovanissimi italiani bravi e con le più diverse qualità per poter emergere e fare sul serio con continuità. Quanti sono, rispetto ad una volta, gli adolescenti italiani del Sud Italia che ogni giorno sudano su un campo da calcio? Suppongo molti meno e per diversi motivi: il rincoglionimento social; la crescita di altri sport (per fortuna!); lo spopolamento che colpisce maggiormente il Sud dal Nord Italia.
Ma poi, soprattutto, il 3° motivo derivante da una mia idea:
alle squadre di calcio importa trovare giocatori che sappiano giocare a calcio (beh, non sempre è così, dato che in certi casi si fanno fregare dagli agenti oppure comprano per rivendere subito) indipendentemente dalla nazionalità, gli importa l'uomo, mica la bandiera!
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