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19/06/17

Donnarumma in tribuna? Anche no!

Leggo di gente, tifosa del Milan, ma non solo, che vorrebbe che il club rossonero mandasse in tribuna per tutta la prossima stagione, il giovanissimo portiere Donnarumma.

Premesso che a me dei milionari frega un fico secco, mi viene spontaneo controbattere a questi fascisti illiberali che non sono altro, che Donnarumma è una persona, non un oggetto da lasciare in garage o in cantina. Lo dico perché ho letto alcuni commenti online, di gente che affermava che il Milan è proprietario di Donnarumma. Ma stiamo scherzando, o cosa? Il Milan detiene il cartellino, non può certo fargli fare qualunque cosa venga in mente ad un cinese della dirigenza o a Fassone o ad altri.

Donnarumma, molto semplicemente, non ha voluto rinnovare il suo contratto col Diavolo non per una questione economica, ma perché a quanto pare non ha creduto e non crede nel progetto. Se una grandissima squadra come il Real gli promette il posto da titolare, col "rischio" di vincere ogni anno Liga e Champions, beh, è normale rifiutare, visto che il nuovo corso rossonero è appena nato e non si hanno le giuste garanzie economiche e tecniche.

Donnarumma non ha quindi sbattuto la porta o offeso qualcuno. Non ha semplicemente prolungato un contratto, il quale comunque scadrà nel giugno 2018, dunque lui è totalmente disponibile, a quanto pare, a giocare ancora un anno in rossonero.

Se il Milan lo dovesse mai mandare in tribuna, vorrebbe dire commettere una chiara azione di MOBBING, la quale va contro lo statuto dei calciatori, contro la legge sul lavoro e quindi verrebbe sanzionato pesantemente.

I calciatori non sono oggetti, sono persone, sono lavoratori che hanno tutto il diritto di scegliere se rimanere o non rimanere a lungo con una certa società.

Donnarumma potrà andare in tribuna se non si impegnerà negli allenamenti, se insulterà lo staff tecnico/dirigenziale o se commetterà gravi e grandi errori nelle partite. Al momento è il titolare indiscusso, per cui mandarlo in tribuna significherebbe semplicemente fare del mobbing degradente.

Lo stesso vale per il caso Keita/Lazio, con Lolito non nuovo a questo genere di vili azioni, si pensi a Pandev nel 2010.

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