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martedì, maggio 24, 2016

De Santis e coltelli

L'altra sera, anzi notte, dopo la finale di Coppa Italia, un bus carico di ultras milanisti, è sceso per strada recandosi dentro un bar dove alcuni di loro hanno accoltellato alcune persone, ree, secondo i "tifosi" di aver lanciato qualcosa contro il mezzo.

Oggi abbiamo saputo che il romanista De Santis è stato condannato a 26 anni di carcere per l'omicidio, non volontario, di Ciro Esposito, tifoso del Napoli. Anche in questo caso c'è di mezzo un bus fermatosi a causa di petardi e sassi lanciati contro questo. Inseguimenti, risse, botte da orbi e poi spunta una pistola, De Santis per reazione spara e colpisce per puro caso De Santis.
Ora, io non sono uno che va in giro a disturbare o provocare il prossimo, ma se mi trovassi in una situazione simile, ovvero con alle calcagna una miriade di tifosi rivali, se trovassi una pistola penso proprio che la userei per intimidirli! Non per prendere le difese di un assassino, ma ci rendiamo conto che anche i napoletani che da anni piangono questa morte, non sono certo immuni a critiche?

Per ambo i casi io mi chiedo dove fosse la polizia: i pulmann dei tifosi vengono sempre scortati davanti e dietro da mezzi delle forze dell'ordine, per cui non esiste che gli ultras possano liberamente scendere e compiere atti vandalici o peggio!

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